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La chiesa della Pieve documentata nel 918, ha subito nel corso dei secoli profonde
trasformazioni lasciandoci solo la fiancata nord a ricordo
dell'originaria costruzione romanica. La chiesa è nata ,
probabilmente, per desiderio del Vescovo Telesperiano (713-730).
La
facciata, in stile neoclassico, con le quattro colonne e le tre statue
(Fede,Speranza,Carità) sulla sommità si
deve ad un progetto del 1833 di Giuseppe Pardini .
Il campanile (a.1100-1200) è in pietra
tranne la parte terminale e presenta alla base un alto arco, in
parte murato per problemi di stabilità. E' stato restaurato
nel XVI° sec. e le scale sono state rifatte
nel 1921 in pietra di Matraia.
La merlatura è ghibellina.
Su
un muro esterno della chiesa è presente una lapide sepolcrale
romana della famiglia Vagilia.
Tra
gli arredi interni è presente una pala cinquecentesca
di
Michelangelo di Pietro Membrini (anno 1509) che originariamente era posta nella
chiesa di San Donnino.
Il pulpito è del Passaglia
(1878).
Anticamente Marlia era suddivisa in sette vichi.
Il Vico Elingo cambiò nome in Marilla (fino al
1100 circa) per poi diventare Marlia.
Anticamente (983) tra le chiese appartenenti alla
Pieve di Marlia, figurava quella di San Pancrazio poi ridiventata
Pieve .
Nel 1260 erano presenti
a Marlia sei Parrocchie:
San Terenzio, San Donato, S. Martino in Ducentola,
S. Prospero, S.
Venanzio,
S.
Giusto,
che
in seguito vennero
raggruppate in tre "Terzi" (Pieve - S. Martino in Ducentola -
S. Donnino). |