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Pieve di San Gennaro

Plebs S. Ianuarii de Asilattia (a. 980)

La Pieve di San Gennaro è stata fondata, forse, nel periodo di San Frediano (VI sec.) anche se il documento più antico che ne parla è dell'anno 980. Un tempo il territorio si divideva in due località ("terzi"): Castello e Borgo.

L'attuale Pieve è stata ricostruita nel XII secolo mentre il campanile è del 1840.

La chiesa nel XIII° secolo aveva tre navate e tre absidi, in seguito, nel XVIII° secolo, venne demolita l'abside centrale e quella a sud. I capitelli delle colonne interne che si trovano alla sinistra sono anteriori di quelli a destra ed hanno decorazioni molto particolari.

All'interno è presente una scultura quattrocentesca rappresentante la Madonna del Parto (XV sec.) e una statua  in terracotta raffigurante un angelo attribuita recentemente, dal prof. Carlo Pedretti, al grande Leonardo da Vinci.

Tra gli arredi interni troviamo anche una tavola raffigurante la Madonna col Bambino di Vincenzo Frediani e Raniero di Leonardo (1507) e un dipinto della Madonna di S.Tofanelli.

Il pulpito, molto ben conservato, è del 1162 ed è firmato dal Maestro Filippo. Anticamente era collocato a fianco dell'altare ed era sostenuto da quattro colonne.

Nel 1999 viene realizzato il portone in bronzo da Cesare Giovacchini.

A San Gennaro sono presenti altre due cappelle:

una si trova a sud, all'inizio del paese ed è stata eretta nel 1709 (foto a sinistra e sopra);

l'altra é a nord, alla fine del paese. (foto sotto)

 

Campanile a vela

 

Raccolta di foto: agire sulle freccette laterali e cliccare sulla foto in miniatura

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San Gennaro vista da Petrognano

Il Santo

San Gennaro, vescovo di Benevento e martire, morì decapitato a Pozzuoli il 19 settembre 305, durante l'impero di Diocleziano. Forse, pochi sanno che "Gennaro" era il cognome e non il nome del santo, discendeva  infatti dalla famiglia gentilizia Gens Januaria consacrata al dio bifronte Giano. Il santo è molto venerato dai fedeli, soprattutto dai napoletani.

L'emblema del santo è  il bastone pastorale o la palma.

 

 

 

Bibliografia